Consiglio Regionale del Piemonte

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Cave, un nuovo regolamento contro le illegalità

Contrastare l’illegalità nel settore delle cave. Questo uno degli obiettivi, forse il principale, del nuovo regolamento che disciplina le attività estrattive,di cui il Piemonte intende dotarsi. In terza Commissione (presidente Raffaele Gallo) si è infatti svolto l’esame del testo presentato dalla Giunta, che si collega alla legge approvata lo scorso mese di novembre. Il documento - come ha spiegato l’assessora alle Attività produttive ed estrattive Giuseppina De Santis - mira a riordinare ed ampliare la disciplina e consentire uno sviluppo dell’attività di coltivazione di cava in sintonia con il rispetto dell’ambiente.

Il provvedimento va a riformare il comparto mettendo come punto di partenza la programmazione e il contrasto all’illegalità, che danneggia i tanti imprenditori che vi lavorano. Prevenire quindi eventuali infiltrazioni mafiose, ma anche scoraggiare l’abusivismo. Inoltre, vengono mantenuti i livelli sanzionatori precedenti ed aumentati i casi di esclusione per le concessioni.

Prima di esprimere il parere preventivo, la Commissione ha inviato il regolamento all’esame del Consiglio delle autonomie locali (Cal).

In sede di discussione, Domenico Rossi (Pd) ha sottolineato come finalmente si è in possesso del regolamento, “condizione essenziale affinché la legge possa essere efficace”. Rossi si è poi soffermato sulla raggiunta omogeneità tra le varie Province.

Gian Luca Vignale (Mns), nell’illustrare una serie di proposte di modifiche al regolamento per quanto riguarda la definizione delle cave, le espropriazioni e le istanze per le attività di estrazione, ha ribadito la richiesta che una volta rilasciata l’autorizzazione i Comuni abbiano un limite di due anni per procedere alle varianti al Piano regolatore generale.

A sostegno delle posizioni di Vignale sono poi intervenuti Massimo Berutti e Claudia Porchietto (Fi), che a loro volta hanno preannunciato la presentazione di altre proposte.

Tema comune nella discussione è stata la convinzione di poter sostenere un settore che ha attraversato momenti di crisi, ma verso il quale bisogna creare opportunità di crescita.

In Piemonte, oltre alle attività estrattiva per il reperimento di sabbie e ghiaie, sono presenti notevoli giacimenti e cave di materiali industriali, per la produzione di cemento, calce, gesso e laterizi e per l’industria vetraria. Nel campo delle pietre ornamentali di pregio si rilevano alcune importanti aree estrattive, in particolare, ad esempio, la coltivazione di graniti, serizzi, e beole nel Verbano-Cusio- Ossola, la pietra di Luserna nei territori di Bagnolo Piemonte, Luserna San Giovanni e Rorà, la quarzite a Barge.

La Commissione ha poi provveduto alla nomina del vicepresidente vicario, incarico semestrale: Giovanni Corgnati è subentrato a Porchietto.

 

Caccia

 

È infine proseguito l’esame dei tre provvedimenti in materia di caccia: il disegno di legge dell’assessore Giorgio Ferrero, nonché i due progetti di legge rispettivamente di Giorgio Bertola (M5S)  e Vignale.

Sino a oggi, al disegno di legge sono stati presentati 187 tra emendamenti e subemendamenti: oggi se ne sono aggiunti sei rispetto all’ultima seduta. A presentarli, sia la stessa Giunta, i vari Gruppi, in particolare quello M5S.