Crisi idrica del 2017, dallo Stato 9,6 milioni

Arrivano i fondi statali per risarcire il Piemonte della grave crisi idrica del giugno-dicembre 2017. Per la precisione, si tratta di 9,6 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, per la realizzazione dei primi interventi, da effettuare nella vigenza dello stato di emergenza, cui seguirà l’ordinanza emanata dal Capo Dipartimento di Protezione Civile d’intesa con la Regione che proporrà al Dipartimento nazionale un “Programma di interventi” ritenuti prioritari al fine di fronteggiare adeguatamente future situazioni di emergenza.

A seguito della grave crisi verificatasi nel periodo giugno-dicembre 2017, il presidente della Giunta Sergio Chiamparino aveva avanzato richiesta di dichiarazione di stato di emergenza per il territorio della Regione Piemonte, come ha ricordato l’assessore Alberto Valmaggia nella riunione di quinta Commissione con il comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche, presieduta da Silvana Accossato.

Alla richiesta era stata allegata la “Relazione preliminare di evento” con la quale veniva rappresentata nel dettaglio la situazione di crisi per i territori degli ATO piemontesi e venivano esposte le relative esigenze finanziarie.

Nel febbraio 2018 è stato dichiarato lo stato di emergenza dal Consiglio dei Ministri, valido per 12 mesi, in relazione alla crisi di approvvigionamento idrico della “Città Metropolitana di Torino” (ATO3 – Torinese), e delle province di Alessandria, Asti (ATO6 – Alessandrino), Cuneo (ATO4 – Cuneese), Biella e Vercelli (ATO2 – Biellese, Vercellese, Casalese)”.

Con il provvedimento sono stati stanziati per l’appunto 9,6 milioni e ora, acquisito il parere, la Regione emanerà specifica “Ordinanza commissariale” con allegato il programma degli interventi prioritari individuati.

La ripartizione dei fondi sarà così effettuata: ristoro di tutti i costi sostenuti per gli approvvigionamenti sostitutivi effettuati mediante autobotti, che ammontano a circa 1,5 milioni di euro; finanziamento totale di tutti gli interventi di “Somma urgenza” previsti, che ammontano a complessivi 355.000 euro; selezione degli “Interventi urgenti” prioritari da finanziare con i fondi residui, concertati con le Autorità d’Ambito, che ammontano a complessivi 7.745.000 euro.

Nel corso della commissione sono intervenuti per il Gruppo Movimento 5 stelle, i commissari Giorgio BertolaGianpaolo AndrissiPaolo Mighetti che hanno sollevato alcune questioni legate alle aree di ricarica, all’inquinamento delle acque superficiali, ai contratti di fiume e agli interventi in agricoltura.

Per conto del Gruppo del Partito democratico, sono intervenuti i commissari Giovanni Corgnati e Andrea Appiano su tematiche legate a Val Mastallone e alle analisi delle acque sotterranee.

Su quest’ultimo argomento si è espresso anche il commissario Valter Ottria (MdP).

In generale il Piano tutela acque (Pta) rappresenta lo strumento finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e alla protezione dell’intero sistema idrico superficiale e sotterraneo piemontese.

I due organismi hanno verificato con l’assessore lo stato di attuazione e revisione del Pta prevista ogni due anni al Consiglio regionale e al Forum per la tutela delle acque attraverso una propria relazione che ne illustra i provvedimenti adottati, gli esiti della verifica di efficacia degli interventi e il programma di attività per le annualità successive.

I principali assi della revisione 2018 sono la depurazione delle acque reflue e tutela dell’uso idropotabile, la riqualificazione degli ambienti fluviali, l’agricoltura, il bilancio idrico, l’adeguato recupero dei costi ambientali, la governance e l’aumento ed approfondimento della conoscenza.