Consiglio Regionale del Piemonte

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Una Pdl contro la sperimentazione su animali

Un provvedimento per ridurre l’utilizzo degli animali nella sperimentazione di farmaci, in conformità con quanto previsto dalla direttiva comunitaria 2010/62: la disposizione parte dal principio che il benessere e la vita degli animali sono un valore e riconosce agli animali la natura di esseri senzienti.

Ne ha discusso la Commissione Sanità, presieduta da Domenico Ravetti, che ha iniziato l’esame della proposta di legge 140, “Norme in materia di promozione dei metodi sostitutivi alla sperimentazione animale e istituzione del Comitato etico regionale per la promozione di metodologie sostitutive alla sperimentazione animale”, illustrata dalla prima firmataria Francesca Frediani (M5s).

“L’obiettivo - ha spiegato Frediani - è incrementare i metodi che non utilizzano animali, o loro organi, tessuti o cellule per sostituirli alla sperimentazione animale e introdurre sul territorio piemontese la diffusione di metodologie sperimentali innovative, tecnologicamente avanzate e sostitutive alla sperimentazione con animali”.

Prevede - inoltre - che la Regione stipuli accordi con l’Università e altri Istituti scientifici, promuova la formazione di studenti universitari presso atenei europei che insegnino metodi sostitutivi alla sperimentazione su animali e possa ricorrere, sui medesimi temi, al Comitato etico regionale.

Sono intervenuti nel dibattito generale i consiglieri Paolo Allemano e Ravetti (Pd), dichiarandosi in linea di massima favorevoli al provvedimento, mentre l’assessore alla Sanità Antonio Saitta si è detto disponibile ad approfondire la materia.

Nella medesima seduta sono cominciate le prime determinazioni in merito alla proposta di deliberazione 286, “Piano nazionale cronicità. Recepimento dell’accordo Stato-Regioni del 15 settembre 2016 e approvazione delle Linee d’indirizzo regionali per le annualità 2018-2019”, presentato per la Giunta regionale dall’assessore Saitta.

"Stiamo lavorando a un nuovo modello per la cura delle malattie croniche che operi all'interno della sanità pubblica, rafforzando le capacità di risposta alle nuove esigenze di salute. La nostra intenzione è mettere al centro il ruolo dei medici di famiglia ed estendere su tutto il territorio piemontese esperienze già sperimentate in alcune realtà con risultati positivi, come l'infermiere di comunità e la telemedicina", ha dichiarato l’assessore.

Il Piano della cronicità è il progetto della Giunta regionale per affrontare l'aumento delle malattie croniche, un fenomeno che si sta verificando a livello nazionale ed europeo ed è strettamente correlato all'invecchiamento della popolazione. Si propone come obiettivo un cambio di prospettiva per quanto riguarda la presa in carico dei pazienti, concentrando negli ospedali la competenza su urgenze e alta specializzazione e affidando all'assistenza territoriale la cura delle malattie croniche. I suoi elementi fondanti sono l'incremento della domiciliarità, anche attraverso l'uso della tecnologia (dalla teleassistenza domiciliare al teleconsulto specialistico), la realizzazione di reti assistenziali, la centralità del ruolo dei medici di famiglia, la riorganizzazione operativa degli ospedali e dei distretti, l'elaborazione di piani di cura personalizzati per i pazienti, la creazione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali integrati ospedale-territorio e omogenei a livello regionale.

Dopo gli interventi, per richiesta di chiarimenti, dei consiglieri Davide Bono (M5s), AllemanoDomenico Rossi (Pd) e Alfredo Monaco (Rete civica), la Commissione ha deliberato di sottoporre il provvedimento a consultazioni on line fino al 20 aprile, all’indirizzo http://www.cr.piemonte.it/web/crpnet/app/index.php/.

La Commissione ha inoltre stabilito di sottoporre a consultazioni on line, fino al 9 aprile, la proposta di deliberazione 283, “Articolo 18, comma 1, legge regionale 18/2007 e sue modifiche. Mozione del Consiglio regionale n. 1212 del 7 novembre 2017. Accorpamento Asl Al e Ao Santi Antonio e Biagio e Arrigo di Alessandria”, presentata dalla Giunta regionale e le proposte di legge 250, “Istituzioni del Fattore famiglia”, e 270, “Istituzione del Fattore famiglia piemontese”, presentate rispettivamente dai consiglieri Valentina Caputo (Pd) e Gilberto Pichetto (FI).