Ecomusei, la pdl in Commissione

Un provvedimento per il riconoscimento degli Ecomusei piemontesi, con l’obiettivo di rafforzarne la natura interdisciplinare e sostenere un modello attento a conservare e valorizzare il patrimonio culturale e umano di un territorio omogeneo attraverso la partecipazione delle comunità locali.

La Commissione Ambiente e la Commissione Cultura, presiedute da Andrea Appiano e Daniele Valle, hanno svolto la discussione generale sulla proposta di legge 236, illustrata dalla prima firmataria Valentina Caputo (Pd): “Il Piemonte è stata  la prima regione italiana a dotarsi nel ’95 di una  legge in materia - ha ricordato - che prevedeva l’istituzione degli Ecomusei e che fu di riferimento  per tutte le altre regioni che successivamente legiferarono. Nell’arco di un’esperienza ventennale, ha istituito 25 Ecomusei, il 27 per cento del totale italiano. In attesa di una legge nazionale, la pdl, i cui contenuti sono stati condivisi con la Rete degli Ecomusei e su cui è stata fatta una consultazione pubblica, si propone di dettare una nuova disciplina in sostituzione della normativa vigente, per rispondere alle nuove dinamiche sorte a livello nazionale e internazionale”.

Francesca Frediani, Giorgio Bertola e Federico Valetti (M5s), pur sottolineando che il tema della pdl non è divisivo, hanno ricordato le iniziali perplessità ad escludere la materia dal nuovo testo unico sulla cultura facendone un provvedimento a sé stante, ed hanno rilevato la necessità di snellire il testo e puntualizzare in particolare i criteri relativi agli oneri di spesa, ritenuti  troppo generici.

Elvio Rostagno e Appiano (Pd) hanno manifestato la piena disponibilità della maggioranza a recepire gli emendamenti che saranno presentati e a concertare eventuali modifiche in tempi rapidi.

Le Commissioni hanno accolto la proposta dell’assessore Alberto Valmaggia di un gruppo tecnico di lavoro, in cui coinvolgere anche la Rete Ecomusei, per sciogliere i nodi critici e riscrivere il testo dal punto di vista giuridico, e hanno nominato relatrici Caputo per la maggioranza e Frediani per le opposizioni.

Nella successiva seduta della Commissione Cultura, è iniziato l’esame del disegno di legge 275, “Disposizioni coordinate in materia di cultura”, presentato per la Giunta regionale dall’assessora Antonella Parigi. “Un processo virtuoso - ha spiegato - che ha riscontrato piena condivisione a livello territoriale, tra Giunta e Consiglio e tra attori  del comparto. Il nuovo testo mette finalmente ordine nell’impianto legislativo, superando 35 leggi frammentarie, di cui 28 non finanziate, e dando un quadro organico sulla cultura in Piemonte. Un approccio che capovolge le modalità applicate fino ad oggi, anche grazie all’istituzione di un Fondo per la cultura regionale con un piano di attività, non annuale ma triennale".

Per Frediani (M5s) “si tratta di un testo condivisibile,valido ed efficace, che deriva da un percorso largamente condiviso. Gli emendamenti che presenteremo saranno finalizzati a recepire la proposta di legge sull’archeologia industriale, sospesa per essere inserita nella nuova legge”.

Grimaldi (Sel) ha sottolineato l’importanza di dare certezze pluriennali, valorizzare la capacità di fare rete, eliminare le tasse alle imprese culturali e rimettere a norma i troppi luoghi dello spettacolo dal vivo chiusi.

Per Valle (Pd) “la legge renderà un buon servizio al cittadino, per la comprensibilità e la trasparenza del testo,  e consentirà di fare della cultura un acceleratore di sviluppo per il territorio e la comunità, coinvolgendo ambiti di attività nuovi rispetto alle leggi abrogate”.

Conclusa la discussione generale sul testo, sono stati nominati i relatori di maggioranza, Valle, e di minoranza, Frediani.