Consiglio Regionale del Piemonte

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Studenti a Berlino, Sachsenhausen e Ravensbrück

Venticinque ragazze e ragazzi delle scuole superiori del Piemonte, accompagnati da cinque docenti e dalla storica Luciana Ziruolo, direttrice dell’Istituto storico della Resistenza di Alessandria, partecipano dal 17  al 20 maggio, al viaggio studio in Germania, visitando Berlino e i lager di Sachsenhausen e Ravensbrück. Questo viaggio è l’ultimo dei tre riservati agli studenti vincitori nella 37° edizione del progetto di Storia Contemporanea, promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale.

Il Memoriale della Resistenza tedesca (Gedenkstätte Deutscher Widerstand) si trova nel luogo in cui venne compiuto il tentativo di colpo di Stato del 20 luglio 1944 e all'epoca ospitava la sede del comando superiore dell'esercito del reich. Fu questa la centrale della congiura contro Hitler. In seguito al fallimento dell'attentato, nel cortile del Bendlerblock vennero giustiziati il conte Claus von Stauffenberg e tre dei congiurati. Dal 1953 questo cortile è diventato uno dei luoghi di memoria della Resistenza contro il Nazionalsocialismo e nel 1968 sono stati aperti il Memoriale e il Centro Culturale. Nel 2014 è stata inaugurata una nuova mostra permanente che ripercorre attraverso oltre mille fotografie e documenti l'ampiezza e la portata ideologica della lotta contro la dittatura nazista. La Resistenza tedesca è stata un fenomeno che coinvolse il movimento operaio, parte della chiesa, i circoli artistici e intellettuali, le minoranze ebraiche, sinti e rom, e alcuni movimenti giovanili. Capitoli particolari della mostra sono dedicati all'attentato a Georg Elser dell'8 novembre 1939, al Circolo di Kreisau (Kreisauer Kreis), alla Rosa Bianca (Weiße Rose) e l'Orchestra Rossa (Rote Kapelle).

Il lager di Sachsenhausen, 35 chilometri a nord di Berlino, fu costruito nel 1936 come campo di concentramento "esemplare", per proiettare l'immagine di forza del nazismo e sottomettere i prigionieri al potere delle SS. Fra il 1936 e il 1945 “ospitò” più di 200 mila prigionieri. I primi reclusi furono gli avversari politici del nazismo ma successivamente vennero imprigionati anche coloro che erano reputati inferiori, per caratteristiche razziali e biologiche. Il 22 e 23 aprile 1945, quando quest'incubo terminò, i soldati dell’Armata Rossa liberarono più di tremila persone, fra i malati e i medici che ancora si trovavano nel campo. Nell'agosto del 1945, il lager di Sachsenhausen divenne un campo speciale sovietico.Nel campo furono imprigionati i funzionari del regime nazista, alcuni nemici politici e molte altre persone. Il campo di Sachsenhausen divenne il più grande della zona di occupazione sovietica, fino a quando fu smantellato nel 1950. Nei cinque anni in cui fu operativo furono internati circa 60.000 prigionieri, dei quali più di 12.000 morirono. Nel 1961 divenne un luogo commemorativo ed è aperto al pubblico.

Situato nella regione del Brandeburgo, 80 chilometri a nord est di Berlino, il campo di Ravensbrück, conosciuto come il Lager delle Donne, venne costruito tra i primi del sistema concentrazionario nazista, nel 1939, per internare le donne tedesche considerate asociali e le delinquenti comuni. Successivamente, nelle sue baracche e dietro ai suoi reticolati, finirono le donne deportate dai paesi progressivamente occupati dai nazisti: zingare, ebree, oppositrici al regime, lesbiche, testimoni di Geova. A Ravensbrück furono immatricolate 132.000 donne e decine di migliaia di loro persero la vita, fucilate o soffocate nelle camere a gas, sfiancate dagli stenti, oppure per gli esperimenti medici.

marco travaglini