Consiglio Regionale del Piemonte

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Le associazioni: 'Per le cronicità prestazioni sanitarie'

“Un grave errore separare, così come previsto dal piano nazionale cronicità  e dalla proposta di deliberazione 286 del Consiglio regionale, le prestazioni sanitarie da quelle socio-assistenziali per i malati cronici non autosufficienti”. Da questo assunto sono partiti gli interventi delle associazioni ascoltate in audizione questa mattina dai componenti della quarta Commissione consiliare Sanità e Politiche sociali.

Tre le richieste rivolte al Consiglio regionale da parte dei membri dell’Associazione Fish Piemonte, della Fondazione promozione sociale-Csa, del Coordinamento Autismo, della Consulta per le persone in difficoltà, dal Coordinamento Autismo Piemonte e Agafh: la sospensione e lo stralcio della parte della delibera regionale che investe il Consiglio di lavorare ad un disegno di legge ad hoc per istituire settore socio sanitario specifico; la  sottoscrizione di un atto di indirizzo politico che impegni la Giunta regionale a dare attuazione alla legge 10/2010 sui “Servizi domiciliari per persone non autosufficienti”,  a garanzia di una maggiore integrazione tra ospedale e servizi territoriali e rivedere la normativa che subordina l’accesso alle prestazioni Lea a criteri legati al reddito e dunque all’Isee.

“Sanità e servizi assistenziali devono restare un tutt’uno. Unico modo per garantire in maniera continuativa  la presa in carico del paziente dal punto di vista clinico, diagnostico e assistenziale.  Mantenere una governance, nell’ambito del sistema sanitario, del percorso dei malati cronici non autosufficienti è fondamentale sia per il paziente che per l’ottimizzazione delle risorse – hanno dichiarato all’unanimità tutti rappresentanti delle associazioni presenti all’audizione –. Il reddito non è una variabile applicabile alla salute, così come illegittimo sarebbe mantenere in delibera l’introduzione del termine “fragilità”al posto di cronicità. Una modifica che sposterebbe  le competenze dal piano sanitario a quello assistenziale creando incertezza delle prestazioni”. 

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Residenzialità

Nella seduta ordinaria, è stato poi avviato il dibattito generale per l'espressione del parere preventivo dello schema di atto deliberativo della Giunta che prevede la revisione della residenzialità.

L'assessore alla Sanità, premettendo di essere disponibile a comunicare in una delle prossime sedute sulla questione vaccini, circa le cronicità ha ricordato come esistano sia un piano nazionale sia uno regionale sulle cronicità: ci vuole integrazione socio-sanitaria e c'è il porblema dell'utilizzo del Fonda sanitario nazionale. Ha poi riferito che la Giunta sta predisponendo una delibera sul Fondo Socio_sanitario. Secondo l'assessore i malati cronici devono essere presi in carico in tutte le fasi  della malattia, ma esiste un problema di fondi per tutte le regioni, al quale il Piemonte sta lavorando e che deve essere legato al lavoro che si sta portando avanti con i medici di famiglia.

Il Pd ha rimarcato come si debba presto entrare nel dettaglio della questione, perché è necessario concludere in tempi brevi l'iter del provvedimento che non può più essere rinviato, mentre Mns e M5s hanno obiettato che la Dgr 29 è un documento troppo importante per essere discusso in così poco tempo. L'assessore ha ribattuto che non è possibile non applicare la Dgr stessa e che si deve fare in fretta per non trovarci in difficoltà con le strutture.