Consiglio Regionale del Piemonte

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Piano cronicità, la Giunta apre su molti emendamenti

Disponibilità della Giunta ad accogliere gran parte degli emendamenti proposti dalle diverse forze politiche della quarta Commissione Sanità e Politiche e Sociali, sul “Piano nazionale cronicità. Recepimento Accordo Stato-Regioni e approvazione delle Linee di indirizzo regionali per le annualità 2018-2019”. Un’apertura, secondo il presidente di Commissione, che consentirà di procedere in maniera più spedita all’approvazione del testo e che permetterà, in tempi brevi, di rendere un buon servizio ai cittadini.

Sono diversi i temi toccati dagli emendamenti presentati da Pd,  Mnd e M5s: la possibilità di esplicitare in maniera più chiara l’attribuzione delle competenze rispetto a chi eroga la prestazione e chi garantisce l'unitaria presa in carico del malato cronico, distinguendo tra ambito sanitario  e quello delle fragilità sociali; massima equità nell’accesso ai servizi; la possibilità di privilegiare, nel percorso di cura del paziente, soluzioni domiciliari; l’opportunità di introdurre chiari riferimenti alla già esistente ma mai citata legge regionale 10/2010 sui “Servizi domiciliari per persone non autosufficienti”,  a garanzia di una maggiore integrazione tra ospedale e servizi territoriali.

L’assessore alla Sanità e il direttore dell’assessorato si sono detti pronti a consegnare, già nelle prossime ore, il testo nella sua nuova versione, integrato dunque con le modifiche proposte.

Nella seduta odierna è stato inoltre dato ampio spazio alla proposta di deliberazione “Indirizzi e criteri per garantire l'effettivo accesso alle procedure per l'interruzione della gravidanza” presentata dal capogruppo di Sel. In questa fase di discussione generale , Sel ha proposto di  demandare alla Giunta regionale l’istituzione di un Tavolo istituzionale che affronti tre specifiche questioni: la possibilità che ogni Asl preveda un percorso specifico presso i consultori familiari per le donne che intendono scegliere l'interruzione volontaria di gravidanza;che le Asl e le Aso, che hanno una concentrazione di obiettori di coscienza superiore a 50%, possano bandire concorsi riservati a medici specialisti che non abbiano prestato obiezione di coscienza e possano ricorrere a procedure di mobilità del personale al fine di riequilibrare sul territorio regionale il rapporto fra personale obiettore e non obiettore; che la Regione possa organizzare campagne di sensibilizzazione e informazione precisando quali attività sono comunque dovute dal personale sanitario, inserito presso i consultori familiari.