Consiglio Regionale del Piemonte

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Contro i disservizi si ricorre al Difensore civico

Dietro le richieste dei cittadini al Difensore civico del Piemonte vi sono stati soprattutto dei disservizi (45% circa delle istanze), comprendenti anche tutte le criticità relative alle opposizione alle dimissioni da  11 strutture sociosanitarie e ospedaliere, quelle concernenti la mancanza di risposta o la carenza di informazioni (circa il 28% dei casi), nonché quelle concernenti il diritto di accesso (circa l’8%). I casi riguardanti i ritardi ingiustificati nella conclusione dei procedimenti ammontano a circa il 4% degli interventi effettuati.

Questi alcuni dei dati esposti da Augusto Fierro, l’Ombudsman del Piemonte, nel corso della relazione annuale svolta questo pomeriggio nell’Aula di Palazzo Lascaris.

Interessante la materia dell’edilizia residenziale pubblica, dove i reclami hanno riguardato principalmente la manutenzione degli immobili (22% circa dei casi), le richieste di cambio alloggio (17%), le spese di gestione (14% circa) e le problematiche afferenti l’emergenza abitativa (11%).

Infine il restante 19% circa dei casi riguarda le segnalazioni riferite ai procedimenti di decadenza dal diritto abitativo, subentro nel contratto di locazione, accesso al fondo sociale, assegnazione

dell’immobile e morosità nei pagamenti del canone e/o delle spese accessorie.

 “Nel corso dell’anno 2017 il maggior numero di richieste di intervento – ha spiegato Fierro – ha riguardato il settore dei servizi alla persona ed in gran parte sanità, assistenza, disabilità e previdenza”.

 “l’Ufficio del Difensore Civico ha aperto 727 fascicoli, per una platea di 1333 persone nel 2017. Numerose segnalazioni sono giunte per l’area della partecipazione al procedimento amministrativo – ha continuato Fierro – oltre quella del diritto di accesso. In particolare l’accesso è richiesto su sanità e su edilizia residenziale pubblica. Contro le discriminazioni l’impegno degli uffici della difesa civica presso il Consiglio regionale, è stato focalizzato sulla problematica nascente della cosiddetta ‘residenza qualificata’ e nei punteggi stabiliti dai Comuni per far fronte all’emergenza abitativa”.

Di questi 727 fascicoli l’85% è stato definito entro il 31 dicembre, un numero elevato di richieste anche se inferiori al picco del 2014. Il 78% degli interventi è equamente suddiviso fra Asl, ospedali ed enti locali territoriali. Seguono gli interventi nei confronti dell’Amministrazione regionale e degli enti strumentali regionali, nonché gli interventi nei confronti di enti previdenziali ed assicurativi. Gli altri casi riguardano diversi organismi pubblici (ad esempio le autorità giurisdizionali), nonché le amministrazioni periferiche dello Stato e i gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità.

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