Consiglio Regionale del Piemonte

Primo via libera alle comunità energetiche

Primo via libera alla legge che istituisce le comunità energetiche. Per favorire il principio dei kilowatt a chilometri zero e abbattere i costi per gli utenti, è stato infatti votato all’unanimità il parere favorevole alla Pdl dal titolo “Istituzione delle comunità energetiche”, primo firmatario il capogruppo di Scelta di Rete civica.

La proposta, che aveva raccolto l’adesione di tutti i gruppi del Consiglio regionale del Piemonte, è stata discussa dalla terza Commissione in sede legislativa. Ora verrà inviata all’esame del Consiglio delle autonomie locali (Cal) e della Commissione Bilancio, per poi ritornare in terza per il voto finale.

La nuova norma - una volta approvata - permetterà a comunità di persone, enti e imprese di scambiare tra loro l’energia prodotta con fonti alternative. L’idea alla base è stata quella della cooperativa di produzione e consumo, mettendo l’energia al posto dei tradizionali prodotti che caratterizzano questo sistema.

Il capogruppo di Src si è detto contento del parere favorevole alla proposta, che permetterà ai cittadini piemontesi di avere un forte sconto sulla bolletta, a patto che venga prodotta energia pulita. Inoltre questa legge favorisce iniziative e progetti rivolti alla tutela ambientale grazie all’abbattimento dei combustibili fossili.

Articolo1 e M5s hanno parlato di utile strumento innovativo, considerando che il Piemonte sarebbe la prima Regione italiana a dotarsene. Il Pd ha sottolineato l’importanza del concetto di comunità, mentre Fi ha auspicato che simili iniziative possano giovare soprattutto ai territori cosiddetti svantaggiati.

Quella delle comunità energetiche è una possibilità già in uso in molti Paesi europei e permessa in Italia, finora, soltanto ad alcuni consorzi storici del Trentino e a due Comuni in Sardegna, entrambe Regioni a Statuto speciale. In Piemonte, nel Pinerolese, è già in atto una fase sperimentale, priva però dello strumento legislativo.

La proposta in esame recepisce una specifica direttiva europea.

Alle comunità energetiche possono associarsi imprese, privati, amministrazioni pubbliche il cui scopo sia attrezzarsi con fonti di energia rinnovabile da utilizzare nell’ambito della comunità. Al momento lo scambio può avvenire soltanto tramite il gestore nazionale (Enel distribuzione o Terna).