Consiglio Regionale del Piemonte

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Piano d’azione per la salute mentale

Sono aperte fino al 16 luglio sul sito del Consiglio regionale – all’indirizzo http://www.cr.piemonte.it/web/crpnet/app/index.php/welcome/dettaglio/64 - le consultazioni on line sulla proposta di delibera sul “Piano d’azione per la salute mentale in Piemonte”. Lo hanno annunciato i presidenti del Consiglio regionale e della Commissione Sanità Nino Boeti e Domenico Rossi nel corso della presentazione del Piano agli operatori sociosanitari e alla cittadinanza che si è svolta questa mattina a Palazzo Lascaris. Il documento, presentato per la Giunta regionale dagli assessori alla Sanità e alle Politiche sociali Antonio Saitta e Augusto Ferrari, verrà discusso in Commissione al termine delle consultazioni e, dopo aver ricevuto il parere del Consiglio delle Autonomie locali (Cal), approderà in Aula.

“Il 2018 è un anno particolare per la Sanità perché ricorre il 40° anniversario dell’istituzione del Sistema sanitario nazionale e della legge Basaglia, che ha stabilito la chiusura definitiva dei manicomi ponendo fine a pratiche umilianti e oppressive soprattutto nei confronti delle donne - ha osservato il presidente Boeti -. In questi quarant’anni la psichiatria e i servizi medici hanno svolto complessivamente un buon lavoro ma, come per ogni ‘macchina’ che deve funzionare, anche per la tutela della salute mentale si rende necessaria qualche miglioria perché possa essere sempre più al servizio dei pazienti e delle loro famiglie”.

Mettere mano al Piano “non è un fatto tecnico ma politico, che riguarda non solo gli operatori ma l’intera cittadinanza - ha affermato il presidente Rossi – perché è sempre più evidente che, come sostiene l’Organizzazione mondiale della Sanità, il benessere mentale è una componente essenziale della definizione di salute e una buona salute mentale consente agli individui di realizzarsi, superare le tensioni della vita di tutti i giorni, lavorare in maniera produttiva e di contribuire alla vita della comunità”.

I lavori si sono sviluppati attraverso due approfondimenti. Quello sulla salute mentale in Piemonte è stato svolto dai professori Enrico Zanalda, Vincenzo Villari e Secondo Fassino, mentre quello sulle novità previste nel Piano d’azione per la salute mentale è stato proposto dalle ricercatrici di Ires Piemonte Franca Beccaria, Chiara Rivoiro e Gabriella Viberti.

Il Piano d’azione per la salute mentale, frutto di un percorso “partecipato”, è stato avviato da Ires Piemonte lo scorso anno e, attraverso workshop e tavoli di lavoro che hanno coinvolto istituzioni, professionisti, associazioni, pazienti e famiglie si è giunti all’individuazione di venti azioni da mettere in atto. Tra esse spiccano l’istituzione della Consulta regionale per la salute mentale, con il compito di far emergere problemi e avanzare proposte e del Comitato di monitoraggio per verificare la progressiva attuazione del Piano. Si punterà su campagne informative e di sensibilizzazione per diffondere la consapevolezza che la sofferenza mentale riguarda tutti e non va ghettizzata. Sono inoltre previste azioni per promuovere la salute mentale attraverso servizi di accompagnamento alla genitorialità, tavoli territoriali riservati alla promozione di una vita attiva e integrata in ogni fase dell’esistenza, l’accesso ai servizi dei Centri di salute mentale, l’integrazione dei percorsi di cura e il sostegno all’autonomia all’abitare, al lavoro e alla socialità.

Gli interventi e le testimonianze di chi ha partecipato ai tavoli di lavoro, pur lodando la positività del lavoro svolto, hanno raccomandato la necessità di “calare” il più possibile il Piano nella concretezza della realtà piemontese e il consigliere Gian Luca Vignale (Mns), componente della Commissione Sanità, ha dichiarato che “il provvedimento presenta molti elementi condivisibili ma sarebbe senza dubbio utile una verifica dei costi per sapere dove individuare i finanziamenti”.

Gli assessori Ferrari e Saitta hanno chiuso i lavori osservando che per la Regione la psichiatria ha rappresentato in questi anni un tema critico per la difficoltà di trovare un equilibrio tra le esigenze dei gestori, dei pazienti e dei loro famigliari.

“Dobbiamo lavorare affinché bisogni della persona, esigenze di razionalità e riconoscimento della pluralità degli attori in campo siano elemento di cui farci carico in un’ottica complessiva e preventiva. È necessario, in tal senso, prevedere interventi nei confronti di componenti del tessuto sociale che possono presentare fragilità attraverso il sostegno alla genitorialità e l’attenzione ai problemi degli adolescenti, alle famiglie di migranti e ai minori stranieri non accompagnati”, ha aggiunto Ferrari.

“La forza di questo Piano - ha concluso Saitta - è il suo essere frutto di un percorso condiviso che ha coinvolto il territorio. Ora lo stesso metodo di consultazioni verrà seguito anche per il Piano per la domiciliarità, di cui a breve presenteremo una prima bozza. È importante riportare al centro dell’agenda politica la sanità sociale”.

All’incontro erano inoltre presenti i componenti della Commissione Sanità Andrea Appiano, Enrica Baricco, Valentina Caputo, Domenico Ravetti, Daniele Valle (Pd), Gian Paolo Andrissi, Davide Bono (M5s), Marco Grimaldi (Leu) e Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte).