Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Gig economy, dal Piemonte una proposta nazionale

I portatori di interessi avranno tempo sino al 27 luglio per fare pervenire on line al Consiglio regionale le osservazioni in merito alla Proposta di legge al Parlamento nazionale presentata dal consigliere Marco Grimaldi (Leu) in materia di lavoro mediante piattaforma digitale.

Il documento - che mira a riconoscere i diritti e le tutele dei lavoratori della cosiddetta gig economy -  è stato illustrato mercoledì 11 luglio nella terza Commissione, presieduta da Raffaele Gallo in sede legislativa.

“Da anni, da quando i fattorini di Foodora hanno fatto sentire la loro voce per la prima volta proprio qui a Torino, siamo al fianco delle numerose battaglie dei lavoratori delle piattaforme digitali. Lavoratori, noi li chiamiamo così. Insieme a loro abbiamo cominciato a dire che chi assume su di sé tutto il rischio di quest’attività è un lavoratore subordinato, che non può essere pagato a cottimo e che se viene ‘sloggato’ si tratta di un licenziamento di cui si può verificare la legittimità” ha spiegato Grimaldi.

Nella relazione al provvedimento si sottolinea che uno degli scopi principali della proposta è proprio quello di contrastare la precarietà di un lavoro con un livello di retribuzione troppo basso per permettere a un lavoratore di sopravvivere, lavorando esclusivamente per Foodora (lo stipendio difficilmente supera i 4-500 euro al mese). Come già avvenuto a Londra nel caso di UberEats, all’inizio dell’attività le imprese utilizzano un compenso orario. Ma il sistema di consegne a domicilio sul modello di Foodora o Deliveroo utilizza il meccanismo dell’algoritmo per gestire la fluttuazione della domanda: si basa sull’avere a disposizione una forza lavoro flessibile, che può venire mobilizzata o smobilizzata a seconda della domanda dei consumatori. La decisione delle imprese di passare a un sistema di compensi stabilito a prestazione piuttosto che a ora permette alle piattaforme di esternalizzare totalmente il rischio e i costi dei potenziali tempi morti o di bassa domanda sui lavoratori stessi, operando dunque una stretta al ribasso sui costi del lavoro.

Infine, la proposta di legge intende impedire che siano aggirate molte delle regolamentazioni previste dai contratti collettivi, come le tutele in caso di malattia.

“Non essendoci norme urgenti per i lavoratori delle piattaforme nel Decreto dignità, credo sia ancora più importante che la nostra proposta approdi alle Camere il prima possibile” ha concluso Grimaldi.

Oltre allo stesso presentatore, sono stati nominati gli altri due relatori: Celestina Olivetti (Pd) per la maggioranza, e Francesca Frediani (M5s) per i Gruppi di opposizione.