Consiglio Regionale del Piemonte

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Incardinato il Ddl cultura

“Un testo unico, un lavoro di semplificazione importante, che supera i confini delle decine di singole leggi regionali vigenti in materia ed è frutto di un intenso confronto con operatori del settore, amministratori locali e parti politiche. Si parte da una nuova idea di cultura, intesa come sistema composito e bene da tutelare in tutte le sue forme e che deve essere accessibile a tutti” così il relatore di maggioranza del disegno di legge 275 “Disposizioni coordinate in materia di cultura” Daniele Valle (Pd) ha spiegato il senso del provvedimento che è stato incardinato oggi in Aula e il cui esame proseguirà nella prossima seduta.

“La programmazione triennale, anche in termini di risorse, e il riconoscimento di soggetti culturali prima non riconosciuti ufficialmente, come cinema e librerie, ma anche la tutela del patrimonio linguistico sono alcune delle principali novità introdotte dal testo - ha aggiunto Valle - mentre non siamo riusciti ad inserire le Società di mutuo soccorso e gli Istituti storici della Resistenza, per i quali restano in vigore le leggi di riferimento specifiche”.

La relatrice di minoranza, Francesca Frediani (M5s) ha parlato di “percorso partecipativo che ha avuto origine da un nostro atto di indirizzo presentato in Aula. Il provvedimento affronta anche il tema del tutela delle professionalità e del rispetto dei contratti collettivi nazionali per i lavoratori del comparto e riconosce il ruolo del volontariato a supporto degli operatori professionali qualificati”.

Condivisione sugli obiettivi e sul nuovo ruolo della cultura al centro del testo di legge sono stati ribaditi anche dal consigliere Marco Grimaldi (Leu), correlatore di maggioranza, che ha sottolineato l’importanza di ripensare anche i luoghi della cultura, gli spazi pubblici di fruizione per i cittadini.

Sono intervenuti nella discussione generale i  consiglieri Luca Cassiani (Pd) e Davide Bono (M5s), mentre l’assessora alla Cultura, Antonella Parigi, ha detto che “il Piemonte è regione di riferimento per l’offerta culturale che propone, riconosciuta anche a livello internazionale. Questa legge consentirà ora agli operatori culturali di poter fare programmazione, oggi chi opera al di fuori di convenzioni o fondazioni  lo fa in condizioni di precarietà”.