Consiglio Regionale del Piemonte

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Medici: “Adeguare la formazione ai bisogni reali”

Il personale in servizio nella sanità piemontese oggi conta 53.883 unità, alla fine dell’anno il numero salirà a 54.033. Nel 2019 crescerà fino a 54.650. É quanto prevede il Piano straordinario assunzioni nella Sanità, approvato dalla Giunta regionale nei giorni scorsi. Sistema formativo e fabbisogni reali del sistema sanitario sembrano però non andare ancora di  pari passo.  

 “Pur non essendo di diretta competenza della Regione, quello dei fabbisogni formativi in Piemonte e a livello nazionale, è un tema che va affrontato con serietà e determinazione”, è la replica dell’assessore alla Sanità e coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Antonio Saitta  all’interrogazione a risposta immediata del consigliere di Liberi e Uguali, Marco Grimaldi, che ha chiesto se esista o meno, nel piano straordinario di assunzioni nella sanità, una strategia operativa che includa il tema della formazione e dell’accesso alla professione. “Esiste, di fatto una distorsione tra esigenze dei sistemi sanitari e offerta formativa. Occorre certamente programmare, a livello nazionale, i fabbisogni formativi reali rispetto alle esigenze dei territori aumentando il numero delle borse di studio finanziate per garantire la continuità dei servizi sanitari e non creare inoccupati. La frammentazione delle modalità con cui, fino a oggi in alcune regioni, sono state bandite le borse di studio ha poi contribuito a determinare in questi anni blocchi e rigidità nel sistema di incontro tra offerta e fabbisogni”.

 “In Italia, sono oltre diecimila i giovani laureati in medicina che non possono accedere alla specializzazione e sono costretti ad andare all'estero - ha sottolineato il consigliere Grimaldi - Da tempo ribadiamo che il numero chiuso a medicina e l’esiguità delle borse per i corsi di specializzazione hanno prodotto un’endemica carenza di medici specialistici nelle aziende sanitarie, soprattutto nelle zone meno urbanizzate, e precarietà strutturale per chi non riesce a specializzarsi” -  “Abolire il numero chiuso senza aumentare i posti in specializzazione vorrebbe dire creare un esercito di laureati medici disoccupati, costretti emigrare o a lavorare nel privato. Bisognerebbe accompagnare il piano di assunzioni con una strategia operativa che includa anche il tema della formazione, dell’accesso alla professione e del rientro dei giovani medici da altre regioni e soprattutto dall’estero”.

 Durante la sessione del question time è stata data risposta anche alle interrogazioni di Stefania Batzella (Movimento libero indipendente) sulla sospensione dei servizi di densitometria ossea all’ospedale di Susa; di Domenico Valter Ottria (Liberi e Uguali) sulle risorse per la manutenzione degli alvei dei fiumi; di Maria Carla Chiapello (Moderati) sugli interventi di manutenzione nelle stazioni cuneesi, di Elvio Ristagno (Partito democratico) sullo stato di attuazione Piano banda Ultra larga in Piemonte; di Domenico Rossi (Partito democratico) sul futuro della linea ferroviaria Novara –Varallo Sesia; di Daniele Valle (Partito democratico) sui disservizi linea ferroviaria canavesana Torino- Pont; di Benito Sinatora (Lega Nord) sulla situazione occupazionale della ditta nebiolo; di Gian Luca Vignale (Movimento nazionale per la sovranità) sui fabbisogni di personale nelle Asl piemontesi; di Francesco Graglia (Forza Italia) sulla circolare del dipartimento protezione civile sull’impiego delle organizzazioni di volontariato; di Andrea Tronzano (Forza Italia) sulla crisi occupazionale di Andezeno; di Gianpaolo Andrissi (movimento 5 Stelle) sulla rappresentatività enti piemontesi in commisione aeroportuale Malpensa; di Giorgio Bertola (Movimento 5 stelle) sui lavori del grattacielo della Regione Piemonte; di Federico Valetti (Movimento 5 stelle) sul progetto i discarica per rifiuti speciali nel comune di Salmour (Cn).