Teatro Regio, puntare su turismo e qualità

“Gli enti culturali spesso non sono così dissimili dalle aziende: se si tagliano le risorse ad ambiti strategici come il marketing, la promozione e la comunicazione e si riduce la qualità si rischia di chiudere. Per questo per risollevare il Teatro Regio ritengo servono interventi strutturali per riequilibrare il rapporto costi/ricavi, che non significano tagli al personale ma un miglior utilizzo delle risorse al fine di aumentare la produttività e gli incassi. E serve un piano industriale che prenda esempio da altre fondazioni liriche di pregio, dal Teatro dell’Opera di Roma alla Fenice di Venezia, che si sono risollevate da situazioni di precarietà grazie ad una programmazione diversificata per il pubblico e che punta anche sul turismo”: è quanto ha detto in sesta Commissione l’assessora alla Cultura Antonella Parigi, che ha svolto un’informativa sul tema.

L’assessora ha sottolineato la necessità di mettere in atto un programma di revisione dei costi che distingua le spese dagli investimenti e di creare un ufficio marketing che collabori con le strutture locali di marketing turistico e con gli altri enti culturali del territorio, puntando ad aumentare la bigliettazione. Fondamentale poi per scongiurare un declassamento sulla qualità artistica è valorizzare l’orchestra, dotandosi al più presto di un direttore musicale di prestigio.

Parigi ha inoltre sottolineato come “l’azione di controllo nei confronti della tenuta dei conti della Fondazione del Teatro Regio non è mai venuta a mancare da parte nostra e, anzi, fin dal 2015 abbiamo sempre segnalato la difficile situazione finanziaria che si andava delineando, sollecitando, inascoltati, l’adozione di soluzioni in grado di dare stabilità all'ente”.

“Recuperare il disavanzo strutturale è un obiettivo più che fattibile ma serve visione - ha concluso - Da parte della Regione c’è la più ampia disponibilità ad incontrare il sovrintendente Graziosi per valutare il piano industriale, che andrà poi condiviso con gli altri soci”.

Sull’informativa sono intervenuti la consigliera Francesca Frediani (M5s) e i consiglieri Luca Cassiani (Pd) e Marco Grimaldi (Leu).

 

Voucher scuola, illustrate le proposte di modifica.

La Commissione è proseguita con l’informativa dell’assessora all’Istruzione Gianna Pentenero sulla proposta di revisione del voucher scuola, che prevede di far confluire in un unico ticket le risorse statali (il contributo statale per i libri di testo e le borse di studio previste dalla legge 107) e le risorse regionali, evitando sovrapposizioni e assicurando l’erogazione dei contributi all’inizio di ogni anno scolastico.

Una modifica che dovrebbe consentire ad un numero maggiore di famiglie di beneficiarne, riducendo la forbice tra le domande ammesse, perché in possesso dei requisiti, e quelle effettivamente finanziate: “Oltre ad integrare le risorse – ha spiegato Pentenero - proponiamo una riduzione del valore medio del voucher da concentrare soprattutto nella scuola primaria, dove i costi sono generalmente più bassi, mantenendo comunque le maggiorazioni per i nuclei più fragili, residenti in aree marginali o con disabilità o bisogni educativi speciali”. 

Nei prossimi giorni la proposta sarà oggetto di confronto con le associazioni dei comuni e la conferenza per il diritto allo studio, cui seguiranno le modifiche di legge in Consiglio regionale e, in ultimo, la revisione dell’atto di indirizzo che, prima del passaggio in aula, sarà sottoposto al parere del consiglio delle Autonomie Locali.