Consiglio Regionale del Piemonte

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Un appello per i 29 milioni post-olimpici

Un appello ai parlamentari piemontesi di maggioranza a non votare la fiducia alla manovra Finanziaria, a meno che non venga stralciato l’emendamento che toglie al Piemonte i 29 milioni dell’Agenzia Torino 2006 destinati alle politiche di sviluppo della montagna. E la possibilità – qualora l’emendamento venga approvato – di presentare un ricorso di costituzionalità in materia di politica del territorio. È la proposta lanciata dal presidente della Regione Sergio Chiamparino al termine della comunicazione svoltasi questa mattina in Consiglio regionale.

Il vicepresidente della Giunta Aldo Reschigna, in apertura, aveva illustrato la decisione del Governo di incamerare i soldi in cassa all'Agenzia Torino 2006 e di prorogarne di due anni la vita anche se, non avendo più contenziosi da gestire, ha di fatto esaurito il proprio compito.

Il dibattito è stato aperto dal consigliere Angelo Luca Bona (Fi) che ha espresso il proprio disappunto chiedendosi come sia possibile che quei soldi vengano tolti al Piemonte per essere destinati a Roma.

Per il Pd sono intervenuti i consiglieri Elvio Rostagno e Luca Cassiani. Rostagno ha definito del tutto sbagliato che il Governo sottragga fondi destinati al sistema della montagna piemontese e si è domandato che cosa pensi la Corte dei conti circa l’opportunità di tenere aperta un’Agenzia che ha esaurito il proprio compito e ha dei costi. Cassiani ha ricordato come l’attuale presidente del gruppo Lega alla Camera dei deputati conosca le battaglie fatte per ottenere che quei soldi rimanessero in Piemonte e ha sottolineato che tale scelta metterà in ginocchio tutti gli impianti invernali che da tempo aspettavano i fondi per rendere il sistema competitivo.

Il consigliere Davide Bono (M5s) ha evidenziato che, per quanto riguarda gli sport invernali, sicuramente la Regione negli ultimi anni non ha depauperato il sistema montano e ha fatto osservare che negli interventi non premia tanto la logica dei grandi eventi quanto quella della continuità. Ha, infine, proposto che si studi una misura nazionale cofinanziata a livello regionale per lo sviluppo della montagna che non sia dedicata solo agli sport invernali.

Il consigliere Roberto Ravello (Fdi) – infine – si è detto preoccupato dall’esistenza di un “asse antipiemontese” che non è la prima volta che si manifesta e da alcuni retroscena diramati dagli organi di stampa secondo cui lo “scippo” sarebbe in realtà un baratto con il contenzioso Imu-Ici tra il Comune di Torino e il Governo. Un fatto ancor più grave se si considera che il sindaco di Torino è anche sindaco metropolitano e dovrebbe rappresentare i territori che vengono danneggiati da questa scelta.

ctagliani