Consiglio Regionale del Piemonte

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Tecnologia 5G, monitorare i rischi per la salute

Prevedere in tempi brevi un’audizione di soggetti interessati alla sperimentazione della tecnologia 5G nella Città di Torino - tra cui Arpa e Asl - e un confronto sul tema che coinvolga anche le Commissioni Sanità e Ambiente del Comune.

È quanto si è deciso al termine della seduta congiunta delle Commissioni Sanità e Ambiente, presiedute rispettivamente dai consiglieri Domenico Rossi e Silvana Accossato, che, alla presenza dell’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia, hanno esaminato la mozione del primo firmatario Mauro Campo (M5s) sulla Valutazione d’impatto sanitario (Vis) e il monitoraggio ambientale e sanitario della nuova tecnologia.

“Il 5G – si legge nella mozione – è una tecnologia potenzialmente pericolosa perché si basa su microonde a frequenze più elevate delle precedenti versioni, anche dette onde millimetriche. Il che ha due implicazioni ovvie: maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite (in particolare i tessuti umani) e minore penetrazione nelle strutture solide, per cui vi è necessità di più ripetitori (a parità di potenza) per garantire il servizio indoor (in Usa hanno stimato un impianto ogni dodici edifici)”.

L’assessore Valmaggia e i tecnici dell’assessorato alla Sanità si sono detti d’accordo sulla necessità di un’azione di verifica e di monitoraggio, che dovrebbe essere messa in atto da Tim, titolare della sperimentazione, con il supporto degli enti strumentali della Regione.

Nel dibattito sono intervenuti, per il M5s, i consiglieri Gian Paolo Andrissi e Federico Valetti e, per il Pd, Paolo Allemano.

Le Commissioni hanno inoltre svolto un approfondimento della proposta di legge 180 (primo firmatario Gianpaolo Andrissi del M5s) che andrebbe a modificare le tre leggi su smaltimento amianto, gestione rifiuti e Arpa.

Le principali novità riguardano, in particolare, l’impiego di siti estrattivi sotterranei non più utilizzati per smaltire e recuperare i rifiuti contenenti amianto. Il centro regionale per la prevenzione dei rischi da amianto di Casale Monferrato, Università e Arpa collaboreranno per valutare soluzione innovative per ridurre l’impatto ambientale. Infine i dati sulle tubazioni degli acquedotti contenenti amianto verranno pubblicati online.

“Rispetto alla versione presentata alla Commissione Ambiente il 24 maggio scorso – ha sottolineato Andrissi – il testo è stato rivisto con i funzionari dell’assessorato all’Ambiente per giungere a un provvedimento che aggiorni la normativa senza stravolgerla”.

Il testo è condiviso dall’assessore Valmaggia, che lo ha definito “una sorta di tagliando alla legge sull’amianto a distanza di dieci anni” e dai tecnici dell’assessorato alla Sanità, che hanno evidenziato come “intervenga più su aspetti ambientali che sanitari”.

Il capogruppo del Pd Domenico Ravetti, dichiarandosi favorevole al provvedimento “soprattutto per quanto riguarda gli aspetti ambientali”, ha annunciato un ordine del giorno per impegnare la Giunta a chiedere al Ministero della Salute il riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) sul mesotelioma e le patologie ambientali per l’Azienda ospedaliera e l’Asl di Alessandria.