Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Antimafia: per il “Riparti Piemonte” tutele rafforzate

Il Piemonte si difende dalle infiltrazioni mafiose negli appalti, anche per i finanziamenti urgenti e straordinari del “Riparti Piemonte” disponendo vincoli più restrittivi rispetto alle regole nazionali e pur accelerando i tempi per la conclusione dei contratti.
Lo ha spiegato stamane l’assessore Maurizio Marrone, intervenuto alla Commissione Legalità, presieduta da Giorgio Bertola, che a fine dibattito ha dato parere favorevole all’unanimità dei votanti al disegno di legge 95: “Interventi di sostegno finanziario e di semplificazione per contrastare l'emergenza da Covid-19” (le opposizioni hanno rimandato all'Aula per esprimersi).
“Abbiamo migliorato – ha spiegato Marrone - il protocollo emanato dai ministeri di Interni e Finanze, che attiva su queste misure le procedure d’urgenza contenuta nel codice Antimafia. Il nostro testo regionale è più rigoroso, perché si prevede che Il versamento dell’erogazione sia in ogni caso sospeso, sino alla ricezione dell’informazione antimafia liberatoria. Quindi noi mandiamo avanti la stipula dei contratti, velocizzando i tempi e rassicurando gli imprenditori che già sanno di avere i documenti in regola con l’antimafia. Tuttavia il versamento dei fondi sarà effettuato solo dopo le opportune verifiche. Se avessimo applicato soltanto i protocolli ministeriali, avremmo invece versato il denaro prima ed eventualmente dopo, in mancanza di garanzie documentali, avremmo potuto e dovuto chiederli indietro, con le immaginabili difficoltà del caso”.
Per Diego Sarno (Pd) è importante utilizzare le cautele anche nell’emergenza, contemperando le necessità di verifica con quelle di celerità straordinaria che questa situazione comporta. "Per questo sarebbe opportuno inserire nel testo anche l’obbligo preventivo di autocertificazione, in modo da garantire in qualche modo anche la stipula dei contratti".
È quindi intervenuta Francesca Frediani (M5s), ricordando che “dal nostro punto di vista le cautele antimafia, anche se in emergenza e con procedure d’urgenza, non vanno assolutamente abbassate. Per questo la nostra attività emendativa sarà rivolta a stringere le maglie, piuttosto che allargarle”.
Marco Grimaldi (Luv) si è chiesto “come funzionano adesso le informative e i protocolli antimafia? Noi dobbiamo prevenire in ogni modo le infiltrazioni e recenti fatti di cronaca mi fanno dubitare lo si faccia in modo efficace. Vorrei una norma scritta nostra anche per i subappalti, pure sotto i 150mila euro. Sono preoccupato che chi voglia eludere i controlli, già ora stia provando a farlo, al di là del Riparti Piemonte”.
Bertola ha sottolineato in risposta che “i compiti che ci siamo dati riguardo questa emergenza, chiaramente proseguono su tutti i fronti. Ora siamo concentrati sul Riparti Piemonte, ma non dimentichiamo il resto”. 
Ivano Martinetti (M5s) ha posto l’attenzione “sull’articolo 28 del testo che prevede l’individuazione degli operatori economici soltanto tra quelli aventi sede in Piemonte: mi chiedo se non si vada contro i regolamenti comunitari e le norme per gli appalti in generale. L’articolo 66, che esclude la necessità del Durc, mi sembra inoltre pericoloso”.
Gianluca Gavazza (Lega) ha invitato anche a fare riferimento alla “white list” delle aziende, che certifica preventivamente l’assenza di infiltrazioni mafiose per molte imprese: “Ci sono tante aziende iscritte a questa lista che ha l’avvallo della Prefettura, per velocizzare i tempi, dovremmo prendere in considerazione prioritaria proprio queste aziende”.