Covid-19, la crisi del Commercio

 

Tra i settori che stanno pagando le conseguenze del Covid-19, anche il commercio. In Terza commissione (presidente Claudio Leone), dove si stanno dibattendo gli strumenti per la ripartenza, si sono svolte le audizioni delle Associazioni di categoria, per prendere coscienza delle specifiche problematiche e cercare di capire se il Covid-19 possa essere l’occasione per ripensare un rilancio del commercio che era già in crisi prima del lockdown.

Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Torino, ha sottolineato come uno dei settori maggiormente toccati dalla crisi dovuta alla pandemia e all’emergenza sanitaria è quello dei bar e ristoranti. I soli dati riferiti alla città di Torino parlano di 7800 attività e 21 mila occupati. Posti di lavoro fortemente a rischio, con la situazione che si fa preoccupante a livello regionale e nazionale, con gli ultimi dati Istat che parlano di quasi il 60% delle imprese e circa 800mila posti di lavoro a rischio. In proporzione, a Torino sarebbero quindi 12mila gli addetti a rischiare.

“O si interviene subito o il settore della somministrazione è esposto al default” ha detto Banchieri, che ha poi chiesto l’estensione del Bonus Piemonte a tutte le categorie del commercio, per cui sarebbe opportuno rivedere i codici Ateco e i termini per la presentazione delle domande.

Confesercenti infine, si è soffermata sullo smartworking dei dipendenti pubblici, che svuotando gli uffici contribuisce alla sofferenza delle attività di somministrazione. Da qui la proposta di dirottare le somme risparmiate dalla mancata erogazione dei buoni pasto in azioni di sostegno al settore.

“Una conseguenza della chiusura di molti negozi e della preoccupazione per il contagio è stata la crescita dell’eCommerce”: è quanto ha puntualizzato Marco Gossa, direttore di Confcommercio Piemonte. Il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online è cresciuto, segnando un +162,1%. Il 77% delle aziende che vende online nei diversi settori ha acquisito nuovi clienti, a dimostrazione che la crisi ha portato diversi consumatori ad avvicinarsi per la prima volta agli acquisti online.

Per Confcommercio è importante la tutela del piccolo commercio, all’interno del quale il negozio di vicinato svolge un importante ruolo di socialità favorendo e sviluppando le relazioni. “Le regole che governano il commercio in Piemonte risalgono al 1999, nel frattempo sono sopraggiunti aggiornamenti per essere conformi anche alle normative europee. Rivedere e tutelare il piccolo commercio è una grande opportunità per la riqualificazione urbana dei nostri quartieri e dei nostri Comuni, contribuendo a migliorare le condizioni di vita” ha aggiunto Gossa.

Sono intervenuti con domande i consiglieri Valter Marin (Lega), Raffaele Gallo (Pd), Alberto Avetta (Pd), Sarah Disabato (M5s), Gianluca Gavazza (Lega) e Leone (Lega).