Consiglio Regionale del Piemonte

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Il castello di Miasino (No) verso il recupero

Numerosi incontri tra professionisti e funzionari hanno determinato la condivisione di progetti, ora sottoposti all’attenzione e approvazione della Soprintendenza di Biella, Novara, Vercelli e Vco. Nell’ottobre dello scorso anno è stata inoltrata, alla stessa Soprintendenza, la richiesta di parere relativo al progetto mentre a dicembre è stato dato parere favorevole, con alcune prescrizioni circa il consolidamento strutturale delle volte del castello.

È questa la prima parte della risposta fornita dall’assessore alla Delegificazione e Semplificazione dei percorsi amministrativi all’interrogazione presentata dal Pd che ha chiesto a che punto sia l’iter per la ristrutturazione e la messa in sicurezza del castello di Miasino (No). Le domande: quando saranno effettuati i lavori, quali i tempi stimati per la pubblicazione del bando di gara per il riutilizzo sociale dell’immobile, se e come la Regione stia provvedendo alla manutenzione del parco circostante.

I funzionari regionali hanno provveduto alla verifica del progetto  - ha spiegato l'assessore – mentre l’ingegnere strutturista del raggruppamento temporaneo di professionisti ha redatto un nuovo progetto esclusivamente per le volte sottoposte a verifica.

Contemporaneamente si è provveduto all’avvio della progettazione esecutiva il cui esito potrebbe avere ripercussioni sulle future scelte progettuali nonché sul quadro economico degli interventi e sull’indizione della relativa gara.

Per quanto riguarda i tempi stimati per la pubblicazione del bando di gara per il riutilizzo sociale del castello – sentita nel merito la Direzione e Promozione della Cultura – occorrerà attendere la conclusione dei lavori per procedere con la gara per la gestione del compendio immobiliare del castello.

Inoltre la Regione si è attivata con diversi interventi per la manutenzione del parco e delle aree limitrofe circostanti l’immobile, nonché potatura e abbattimenti dei fusti pericolanti lungo il perimetro di confine di proprietà regionale con la collaborazione della guardia forestale di zona.

L’interrogante ha evidenziato come, se non si imprime una accelerazione, vi sia il rischio che passi un messaggio pericoloso: quando c'è la mafia le cose funzionano mentre quando arriva lo Stato tutto si ferma. Il messaggio dev’essere diametralmente opposto: “Con i beni confiscati e riutilizzati lo Stato si riprende ciò che è stato sottratto ai cittadini e lo rimette a disposizione della comunità per generare economia pulita, cultura e bellezza".

N.B. La presente comunicazione è mancante di virgolettati e nomi secondo quanto disposto dall’art.9 c.1 della legge 22 febbraio 2000 n.28 in tema di par condicio nei periodi pre elettorali e referendari.