Consiglio Regionale del Piemonte

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Nuove e vecchie contenzioni

Il garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma ha inviato al presidente del Consiglio Mario Draghi e alle Autorità europee una nota formale in merito all’annunciata proposta di revisione della “Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina di Oviedo”. Lo ha annunciato in apertura del seminario “Nuove e vecchie contenzioni”, organizzato dal garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà Bruno Mellano e dal difensore civico della Regione Augusto Fierro.

“Il rischio – ha sottolineato Palma – è un arretramento concettuale che può far fare passi indietro al nostro Paese laddove si introducono, tra l’altro, la possibilità di un ricorso alla contenzione sulla base di mere istanze di ‘sicurezza pubblica’ e in occasione di ‘trattamenti involontari’ senza alcuna specificazione su tempi, modi e criteri”.

Il seminario ha inteso approfondire le problematiche legate al fenomeno della contenzione fisica e chimica nell’ambito delle strutture istituzionali di residenza penitenziarie e sociosanitarie nella consapevolezza che nuove e più moderne modalità di intervento si sono affiancate a vecchie pratiche non ancora superate, nonostante norme e procedure standardizzate di presa in carico.

Fierro, che secondo quanto stabilito dalla legge regionale 19/18 è anche garante della salute, nel 2019 ha condotto un’indagine conoscitiva sull’uso degli strumenti di contenzione meccanica nelle Rsa e nelle Case di cura piemontesi in cui, ha sottolineato “l’88% delle risposte pervenute dalle strutture interpellate riferisce di utilizzare strumenti di immobilizzazione alla carrozzina o alla sedia e il 61% di utilizzare strumenti di immobilizzazione al letto. Prassi questa che, in ipotesi di immobilizzazioni prolungate nel tempo, è contraria all’etica e alla legge”.

“Contenere i pazienti, sia pure con finalità di protezione, al di fuori della circoscritta e tassativa disciplina dello stato di necessità – ha sottolineato - si pone in contrasto inconciliabile con il principio del rispetto della dignità della persona ed è priva di effetti migliorativi sulla salute del paziente. Buone pratiche realizzate in alcune città italiane dimostrano come siano concretamente possibili strategie alternative attraverso interventi strutturali e organizzativi nel perseguimento di un rapporto adeguato tra persone ricoverate e operatori”.

Il giornalista Matteo Spicuglia ha presentato il volume “Noi due siamo uno – Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso” (Add Editore) e il ricercatore dell’Università di Torino  Luigi Gariglio il saggio “La contenzione del paziente psichiatrico – Un’indagine sociologica e giuridica” (Il Mulino).

Mellano ha evidenziato come “la presenza e l’azione delle figure di garanzia possa contribuire a modificare l’ambito di osservazione, così come momenti di condivisione e di confronto che si rivolgono all’opinione pubblica”.

Nel dibattito sono intervenuti il giornalista e scrittore Alberto Gaino e il docente di Sociologia della salute dell’Università di Torino Mario Cardano.