Cure per i senza fissa dimora, avviato l’iter

Riconoscere alle persone senza fissa dimora privi di qualsiasi assistenza sanitaria la possibilità di iscriversi nelle liste degli assistiti delle Aziende sanitarie locali. Ma anche la facoltà di effettuare la scelta del medico di medicina generale e di accedere alle prestazioni garantite dai Livelli essenziali di assistenza (Lea) per i cittadini italiani residenti in Italia e alle Case della salute del territorio regionale. È quanto prevede la Proposta di legge 152, “Iscrizione delle persone senza fissa dimora nelle liste degli assistiti delle Aziende sanitarie locali regionali”, presentata dal primo firmatario Marco Grimaldi (Luv), le cui prime determinazioni si sono svolte questa mattina in Commissione Sanità, presieduta dal vicepresidente Domenico Rossi, riunita in sede legislativa.

L’assessore Luigi Icardi ha assicurato che gli Assessorati alla Sanità e al Welfare faranno “tutto il possibile per spianare gli ostacoli tecnici e consentire l’approvazione della Pdl. La Regione già garantisce le prestazioni urgenti e indifferibili, cosi come intende potenziare l’estensione dell’assistenza alla non urgenza e alla cronicità. Tra i compiti cui dovremo far fronte ci sarà quello di individuare meccanismi per registrare non solo le entrate ma anche le eventuali uscite dei senza fissa dimora dal Sistema sanitario regionale, magari attraverso richieste di rinnovo periodico”. In ogni caso, ha sottolineato Icardi, “non si tratta di un provvedimento a invarianza di spesa, per cui bisogna valutare le somme necessarie per rendere efficace il provvedimento”.

Il provvedimento – di cui saranno relatori in Aula Andrea Cane (Lega) per la maggioranza e Grimaldi (Luv) e Rossi (Pd) per la minoranza – prevede che l’inserimento dei senza fissa dimora nelle liste degli assistiti delle Asl avvenga a seguito di segnalazione da parte dei servizi sociali secondo modalità e procedure che verranno definite dalla Giunta regionale, ferma restando la possibilità di conseguire tale inserimento a con l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente di un Comune piemontese.

“Si tratta di un atto di equità condiviso da tutti i gruppi consiliari – ha spiegato Grimaldi illustrando il provvedimento – che intende garantire ai senza fissa dimora che vivono sul territorio di esercitare il diritto alla salute che porterà a una migliore appropriatezza delle cure e, nel medio-lungo periodo, a risparmi per il Servizio sanitario regionale”.

Aprendo il dibattito il capogruppo Alberto Preioni, intervenuto per la Lega con Valter Marin, ha giudicato la proposta “interessante e meritevole in un Paese come l’Italia, in cui la Sanità universale è un bene importante e da preservare”.

Carlo Riva Vercellotti (Fdi), pur “condividendo la possibilità che sul medio-lungo periodo la proposta di legge possa produrre risparmi” ha sottolineato la necessità “di valutare e quantificare eventuali costi almeno nella prima fase di applicazione del provvedimento”.

Diego Sarno, intervenuto per il Pd con Rossi, ha sottolineato “l’unità di intenti per giungere rapidamente all’approvazione del provvedimento affinché i senza fissa dimora ricevano dalla Regione una degna risposta ai loro bisogni e si vada sempre nella direzione di una riduzione dei costi e maggiore appropriatezza delle cure”.