Pdl sulle espropriazioni, sì condizionato del Cal

Parere favorevole ma condizionato da parte del Consiglio delle Autonomie locali alla proposta di legge in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui è primo firmatario il consigliere Valter Marin (Lega).

Durante la seduta del Cal, presieduta dal presidente Davide Crovella, Marin ha spiegato che la proposta intende rispondere alla necessità di riordinare la normativa regionale alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione, anche con l’obiettivo di semplificare e ridurre i costi degli espropri per l’amministrazione pubblica.

Il Cal attraverso il suo parere ha quindi approvato l’impianto generale della proposta di legge, formulando però alcune richieste di approfondimento su alcune questioni tecniche al fine di evitare difficoltà nell’applicazione della norma e scongiurare il rischio di un aumento del contenzioso.

Bruna Sibille, riassumendo le osservazioni giunte al Cal da Comune e Città metropolitana di Torino, Provincia di Cuneo, Anci, Anpci e Ali ha messo in evidenza “l’apprezzamento di massima per un provvedimento che mira a semplificare le procedure, a ridurre tempi e costi per le espropriazioni”.

“Sussistono però alcune incertezze tecniche da approfondire – ha sottolineato – soprattutto per quanto riguarda le modalità di comunicazione e notificazione, perché qualora venissero impugnate potrebbero portare gli Enti locali a un aumento del contenzioso e dei costi”.

Riferendo le osservazioni del vicesindaco della Città metropolitana, Enrico Bruno Mazzilli ha osservato che, considerando l’evoluzione tecnologica e quanto previsto dal Codice dell’amministrazione digitale, “si propone di consentire una più ampia possibilità per comunicazioni e notifiche, anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento, notifica del messo comunale e Pec. Si potrebbe inoltre pensare di ridurre da 50 a 30 il limite dei destinatari al di sopra del quale la comunicazione può essere fatta tramite avviso pubblico”.

Per la Città di Torino Antonio Ledda ha sottolineato la necessità “di valutare la quantificazione delle indennità per i terreni agricoli in base all’effettiva coltivazione”.

Marin si è dichiarato disponibile a valutare tutte le osservazioni giunte e a confrontarsi ulteriormente con gli uffici “per giungere a una legge che semplifichi le procedure e contribuisca alla diminuzione dei costi”.

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